Oak Alley ~ Cornell & Diehl



Composizione: Virginia Rossi + burley bianco e marrone + katirini ( orientale turco) + Perique della Louisiana. 

In 10 o 15 anni è stimato il punto massimo di invecchiamento. 

Aspetto: meraviglioso e compatto crumble cake, marrone dal chiaro al medio con qualche accenno più scuro. Morbido e leggermente umido al tatto.

Profumo: il naso è subito sferzato dal perique. Acido quindi, formaggioso e intenso, rimane anche sulle dita appena sfiorandolo. Un formaggio grasso e stagionato. Portando il tabacco più vicino al naso avvertiamo anche una dolcezza cioccolatosa, morbida e piacevole, come di cioccolato al latte. Più dietro ancora formaggio e latticini (yogurt, kefir yogurt greco). Ancora più confinato in sottofondo si avverte un leggero terroso e aceto balsamico. Notevole e intenso il profumo, tra i più invitanti che ho sentito.

In fumata: il burley con la sua secchezza e il suo gusto preciso e netto mi sembra il protagonista di questa miscela. Affiancato da un perique intenso, dal gusto acceso di aceto di vino. Connubio interessantissimo e per me quasi inedito tra questi due tabacchi. Dico quasi perché nell' haunted bookshop cake (sempre di C&D) già vi avevo parlato bene di questa accoppiata ma si trattava allora di un lavoro a tre con il Virginia, infatti con lui il burley si divideva la scena. Anche in questo Oak Alley ci sono Virginia Rossi ma restano più indietro. Sono infatti le due qualità di burley, bianco e marrone a prendere il palco; o meglio, con la loro piacevolissima e mai banale neutralità lasciano che anche il Katirini intervenga, più timidamente rispetto al perique, a movimentare ed impreziosire con sentori legnosi e speziati come di pepe verde. Anche passato dal naso il fumo ne esce sferzante e piccantino. Sulla punta della lingua e sul palato sentori che ricordano il wasabi o lo zenzero, poi ancora pepe verde e un leggero speziato simile alla paprika dolce. La bocca rimane piacevolmente colma di sapori ma sempre pulita, intendo non appiccicosa, non impastata, sempre pronta per un'altra boccata. Per fortuna è un tabacco che non tende a scaldare e si può fumare anche con un minimo di ingordigia. Il fumo che satura l'ambiente contribuisce a riportare al naso e quindi anche ai sapori quelle note più intense, acide e formaggiose che sentivamo nei profumi, contribuendo ad arricchire ancora di più l'esperienza. 

Non solo quindi burley - perique ma anche l'asse orientali - perique compongono l'ossatura di questa miscela; probabilmente si può parlare proprio di un triangolo prezioso e rivelatore. Mi viene da pensare, come rapporti di forza, al Cairo di G.L.Pease , dove là probabilmente giocano di più i Virginia. Oppure al già citato haunted bookshop cake (C&D). In questo Oak Alley c'è meno forza nicotinica e anche meno corpo, c'è decisamente però più sapore ed è più soddisfacente in termini di varietà: è più divertente, più godurioso. Sempre rispetto al Cairo c'è meno da scervellarsi a cercare i sapori, è più godibile ed immediato conservando comunque un alto grado di complessità e ricchezza. Nelle pipe con il fornello molto alto il perique ne esce con più intensità regalando varianti insospettabili: la seconda parte di fumata risulta più asciutta e con sentori più vegetali ed erbacei di liquirizia.

In generale sul finire si può avvertire anche senape in grani e un leggero, piacevolissimo agrumato sulla lingua (Erba limoncella). Sempre negli ultimi frangenti il burley sprigiona un sentore di popcorn e una leggera tostatura (pane tostato e panificazione in generale). Caricato più pressato o con pezzi più grandi avverto sovente un gusto più dolce come di pesca noce, sentori di canfora e floreali. 


Conclusioni: tabacco eccellente e complesso, un regalo per i sensi, ben pensato e ben costruito. Una combustione e quindi fumabilità eccellenti. Dico regalo perché non mi sarei aspettato tanto: stavo semplicemente sperimentando e sondando anche Tabacchi che vedo da tanto sugli scaffali svizzeri e che ancora mi mancava di provare e invece mi sono imbattuto in una miscela di prim ordine! Che ho preferito decisamente al ben più blasonato Cairo e che mi ha fornito uno standard alto per quanto riguarda la miscelazione di burley orientali e perique. Un tabacco dalla autentica anima americana che ben ne interpreta la tradizione e le materie prime. 

Voto: 8/10

Perché nel tempo si è fatta notare una certa mancanza di corpo, nicotina e struttura. Per il lato sapori è davvero eccellente e avrebbe meritato probabilmente di più. 

Consigli non richiesti: ho notato che tende a perdere velocemente l'umidità necessaria perché si esprima bene, anche se conservato in bormioli a tenuta. Secco tende ad essere più effimero come sapori. Ho compensato a questo problema caricando, via via che nel tempo il tabacco si seccava, a frammenti più grossi. In questo modo i sapori si sentono di più e anche il corpo ne guadagna.


Per un'analisi più approfondita vi rimando al video sul canale YouTube

Moreno Fumando la Pipa 



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