Blockade Runner ~ Cornell & Diehl
Crumble cake, in stile navy, di virginia rossi cotti e virginia bright, bagnati nel rum per sette giorni e ulteriormente cotti prima di essere pressati.
Aspetto: scuro, grasso e invitante. Un crumble cake morbido, facile da sfibrare e quindi caricare.
Profumo: intenso, scuro e alcolico. Fin da subito è lampante un dolce alcolico come di ciliegie sotto spirito ma anche terra, tè nero. Anche sentori più aciduli e pungenti nelle narici come di macerazione, frutta estremamente matura, fichi secchi, uvetta, vino Marsala. Profumi anche di rum invecchiato.
In fumata: immediatamente avvertibile il corpo intenso, il sapore scuro, terroso. La nicotina c'è e si mantiene per tutta la fumata, indicativamente appena sopra la media. Il tabacco si fa sentire nello stomaco ma non arriva alla testa è quindi saziante ma non inebriante. Sul palato avverto sentori di tè nero, terra. La dolcezza promessa nei profumi sparisce quasi totalmente lasciando posto ad un gusto fin troppo compatto e monocorde: mai troppo dolce e mai definitivamente amaro, qualche volta erbaceo, leggermente tostato. Per lo più si avverte una grassezza alcolica.
Constatato fin da subito la mancanza di un contrappunto nei sapori, un qualcosa che faccia breccia in questo muro neutro e compatto. Non lo trovo sgradevole ma troppo monolitico, troppo austero: lascia quasi tutto il lavoro al corpo. La densità del fumo non diventa mai spiacevole. La costanza del gusto non deve per forza essere un difetto.
La fumata procede tecnicamente bene ma quasi per inerzia, sul finire si avverte una leggera dolcezza e acidità come di frutti di bosco, mirtillo, forse mora; avvertibili sempre sotto ad una coltre scura di terra e tè nero.
Non posso certo dire sia un cattivo tabacco; oltre la compattezza c'è anche una certa rotondità del gusto. Mi viene da pensare che un aromatizzazione così trovi più senso in un accostamento con il latakia, andrebbe così a collocarsi nel solco della tradizione delle english mixture con il rum. Si veda ad esempio il parente stretto "Black Frigate" che lo ricorda anche nella illustrazione di copertina. Oppure l'eccellente "Navy flake" di Samuel Gawith.
Un Virginia così parsimonioso nei sapori avrebbe senso anche accostato a del Kentucky, vedasi "Navigator" di Gregory Paese , oppure a del perique che abbia il compito di accenderlo. (Salty Dog's di Dan Tabacco è un perfetto esempio).
Tabacco che è stato sicuramente utile e interessante provare, che mi ha convinto nei profumi esuberanti ma non del tutto in fumata. L'ho preferito in alcune pipe curve e in altre no; in alcune pipe grandi e in alcune pipe piccole. Anche in schiuma di mare non ha trovato secondo me una collocazione ottimale ma se non altro può essere utile per scurirle. Essendo un tabacco grasso e oleoso credo possa favorirne il culottaggio. Tabacco per il quale si deve cercare la radica giusta, che partecipi a spezzarne la monotonia. Sperimentate pure senza temere alcun "ghost": contrariamente da quanto annunciano i profumi, nella pipa si rivela un tabacco, anche in questo senso abbastanza neutrale.
Voto: sei e mezzo. Per una combustione ottimale e facilità di caricamento, per quel suo corpo appagante e per il suo retronasale intenso e sferzante, per una nicotina presente ma equilibrata e perché no, per questo suo gusto austero e sempre uguale a se stesso: rassicurante, scuro e grezzo, in questo senso quindi assolutamente marinaresco come promette il nome e la composizione.
Se voleste abbinarlo ad un rum di certo non sbagliereste, andrebbe ad aggiungere quel tocco di dolcezza necessario senza il rischio che vada a coprirne il sapore dato che è un tabacco di forza, nicotina e corpo sufficienti.




Commenti
Posta un commento